Desirèe Madonna, Brand Director di Eticlò

Eticlò è un brand italiano che unisce etica ed estetica per dar vita a un prodotto unico e ricercato, rivolto al genere femminile, offrendo un look contemporaneo e minimalista.

La loro è una storia di consapevolezza: Eticlò nasce dalla volontà di sviluppare un’alternativa sana e responsabile nel settore tessile senza rinunciare allo stile e all’eleganza. Desirèe Madonna, Brand Director, ci racconta nell’intervista quali sono i pilastri di sostenibilità e i valori su cui è stato fondato il marchio.

 

 

Eticlò

La scelta dei tessuti, la tracciabilità della filiera produttiva e il design sono i pilastri e punti di forza del brand. Per quanto riguarda i tessuti, i criteri principali di selezione sono la presenza di standard/ certificazioni e la natura biologica. Ad esempio, la certificazione GOTS che contraddistingue i loro capi, soddisfa entrambi i requisiti di scelta.

Ciò che invece rende la filiera produttiva un pillar di sostenibilità per Eticlò è il fatto di essere molto breve. Le lavorazioni vengono svolte completamente all’interno del territorio italiano, rendendole quindi verificabili e tracciabili.  

Cercare di coniugare il concetto di seasonality e di ricerca dei trend, su cui si basa la moda, e il concetto di durevolezza dei capi è una sfida per moltissimi brand.

L’approccio adottato da Eticlò nei confronti della moda, definito da Desirèe “meno ossessivo e consumistico”, fa sì che il design conferisca ai capi linee pulite e prodotti di qualità, creando stili intramontabili (o timeless). 

Un altro aspetto che conferisce qualità e durevolezza ai capi è il Made in Italy: Desirèe racconta quanto questo riconoscimento, secondo lei, sia rilevante più in termini di qualità che di estetica e, quindi, viene anche associato al concetto di sostenibilità.

Emerge, ancora una volta, il tema delicato delle certificazioni. Se queste, da una parte, aiutano a conferire serietà e autenticità nella comunicazione di sostenibilità, dall’altra rischiano di creare confusione per via dell’enorme quantità di standard o certificazioni esistenti. Eticlò infatti, ha preferito puntare sulla trasparenza, dando la possibilità ai consumatori di tracciare e verificare con facilità la propria filiera.

Desirèe racconta che il brand è nato nel 2017, quando l’abbigliamento sostenibile veniva associato a tessuti poveri (come la canapa) e a negozi dallo stile “hippie/studentesco”. Ci ha spiegato come nell’arco di due anni la proposta da parte del mercato sia drasticamente cambiata citando, ad esempio, brand rinomati per la qualità e l’eleganza dei capi come Brunello Cuccinelli. Per i consumatori, la scelta della tipologia di abbigliamento, dello stile e della fascia di prezzo è diventata più ampia e la sostenibilità è gradualmente sempre più sdoganata, divenendo parte integrante dei brand. 

Tra gli ostacoli riscontrati dal brand, all’interno del loro processo di integrazione di pratiche di sostenibilità, Desirèe cita la difficoltà nel trovare un posizionamento adatto e di far percepire al cliente il valore aggiunto dei capi venduti. Il fatto che Eticlò sia nato in un periodo storico in cui era difficile associare il concetto di sostenibilità a quello di estetica, ha reso più difficile l’individuazione del posizionamento e la comprensione da parte dei clienti dei propri valori e del proprio credo.

Eticlò

Come studio di consulenza, sappiamo bene quanto sia cruciale selezionare un posizionamento consono con i propri valori, le proprie possibilità e le richieste da parte del mercato. La pianificazione della strategia adatta detta il fallimento o il successo del business ed è necessaria un’analisi preliminare approfondita e fatta sulla base di conoscenza ed esperienza nel campo. 

Ora, i brand che iniziano ad integrare nel proprio business pratiche di sostenibilità sono più avvantaggiati, afferma Desirèe. Il motivo è semplicemente dovuto dal fatto che la percezione dei capi sostenibili è notevolmente cambiata: se prima questi venivano percepiti come grezzi e destinati a un limitato target di clientela, ad oggi tecnologie e innovazione hanno permesso la creazione di capi di altissima qualità e destinati ad un pubblico molto più vasto, sia in termini di età che di disponibilità economiche. 

 

CONCLUSIONI

 

Il brand Eticlò rientra tra i pionieri della moda sostenibile in Italia. Se, anni fa, fondare un marchio di moda etica era una vera e propria sfida per via della scarsa consapevolezza da parte del mercato, oggi è un concetto ricercato e sempre più in crescita. Questo trend, permette alle aziende di vedere il proprio processo di trasformazione verso la sostenibilità più spianato e che funga anche da prevenzione nei confronti di rischi aziendali operativi (spesso letali per il business).

Saresti in grado di prioritizzare le pratiche di sostenibilità all’interno della tua attività, al fine di costruire un piano strategico di successo? Noi di Cikis possiamo aiutarti a farlo!