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Recentemente abbiamo pubblicato il Report Moda e Sostenibilità 2020, in cui abbiamo indagato il livello di integrazione e comunicazione di pratiche di sostenibilità tra brand e filiera. Abbiamo intervistato fondatori, management e proprietà di 83 PMI italiane.

Se il 73% delle 83 aziende intervistate ha già integrato alcune pratiche di sostenibilità, solo il 39% delle imprese ha competenze tecniche adeguate e questo fa sì che vengano tralasciati elementi critici. Attualmente, le PMI si basano quasi esclusivamente sulle competenze interne e sulle proposte dei fornitori; il risultato è un alto focus sui materiali, fondamentali, ma che da soli non bastano. Vengono tralasciati altri aspetti chiave per competere in un mercato globale come tracciabilità, energia, processi chimici lungo la filiera.

La sostenibilità ambientale e sociale è sempre più critica per la competitività e la sopravvivenza: si pensi all’impatto che avrà sul mercato il nuovo progetto di Farfetch, che ha iniziato a informare pubblicamente gli acquirenti dell’impatto ambientale dei capi e a promuovere le opzioni più sostenibili.

Le aziende italiane che investono su questo tema potrebbero avere un vantaggio competitivo dato dal legame tra sostenibilità e qualità, una caratteristica che è sempre stata riconosciuta alla manifattura italiana. Purtroppo però, sebbene le imprese stiano andando in questa direzione, servono più competenze.

Un approccio completo ai temi della sostenibilità è fondamentale non solo per tutelare il nostro pianeta, ma anche per ottenere un vantaggio competitivo: le aziende che sono già a un buon livello di sostenibilità hanno avuto in media un’esperienza più positiva rispetto a chi è ancora all’inizio. Inoltre, chi è più impegnato percepisce meno il problema dei costi. Ciò può essere dovuto al fatto che una volta che la sostenibilità viene affrontata con costanza la complessità diminuisce, oppure il mercato dà riscontri tali da rendere meno rilevante il tema dei costi.

Investendo in competenze è possibile rispondere meglio alle richieste di un mercato globale sempre più attento; risulta inoltre più semplice individuare e valorizzare punti di forza che troppo spesso vengono dati per scontati ed evitare rischi reputazionali legati a una comunicazione imprecisa e fallace.

Il Report completo può essere scaricato qui